Bari, stazione senza giornali: «Riaprite subito l’edicola»


Tutti la vogliono, nessuno la apre. L’edicola all’interno della stazione centrale è un’esigenza unanime. Non c’è voce discordante: ne vogliono la riapertura (la chiusura dell’ultimo presidio di informazione e cultura, intorno ai binari, risale ormai a due anni fa) il sindaco, le associazioni, i commercianti del quartiere, gli stessi operatori della zona, alcuni dei quali costretti a trasferirsi per i costi, ritenuti esorbitanti, dei locali gestiti da Grandi Stazioni Retail. A parole, anche la società nata nel 1998 con lo scopo di riqualificare e gestire, anche commercialmente, le maggiori stazioni italiane, è favorevole a questa possibilità («sebbene sia un’attività difficile e poco remunerativa, stiamo comunque lavorando all’ipotesi di far aprire nei punti ristoro già esistenti uno spazio per la vendita dei giornali. Questo comporta comunque l’iter di ampliamento di categoria merceologica con tutte le pratiche richieste. Siamo in attesa del riscontro dei nostri partner sulla loro eventuale adesione»).

Deve esserci qualcosa che non quadra, però, se nessuno degli esercenti già presenti riferisce di voler aggiungere i quotidiani, i periodici e i libri tra i prodotti da vendere. Non si tratta solo di disinteresse nei confronti di un mezzo di comunicazione considerato in declino e che in realtà, pur risentendo della competizione con altri media, potrà trasformarsi, ma mai scomparire.

In un’epoca in cui sul web si cerca di tutto e immediatamente (tra l’altro, saccheggiando le notizie dei giornali, insostituibili fonti anche per le tv), il quotidiano (soprattutto) resta un insostituibile pilastro della nostra società, la cui confezione pensata e organizzata con cura, senza lo spauracchio dell’immediatezza della pubblicazione, è una garanzia di affidabilità e correttezza, anche se probabilmente sarà necessario ripensare il prodotto sempre più nell’ottica dell’approfondimento e sempre meno come megafono di notizie quasi sempre anticipate da internet e dai telegiornali.

Questa battaglia di civiltà è condivisa anche dal Governo. Nell’ambito dei provvedimenti urgenti per l’editoria, si vuole destinare una parte delle risorse a incentivare l’acquisto di giornali, coinvolgendo le scuole (cui s’intende dare rimborsi per favorire la lettura) e gli alunni, ai quali andrebbe spiegato che, anche per difendersi dalle false notizie trovate in Rete, sarebbe auspicabile assumere una dose giornaliera di apprendimento… tradizionale (anche se magari fruito attraverso la forma digitale), come peraltro si fa già nelle aule mediante i libri e con l’intermediazione dei docenti.

Questa attenzione dovrebbe esserci anche da parte delle imprese di questo Paese, sopratutto di chi gestisce punti nevralgici e sensibili della nostra quotidianità. Cosicché, rispetto alle migliaia di pendolari, e in generale di viaggiatori, che usufruiscono del trasporto ferroviario, non guasterebbe un maggiore senso di responsabilità e di attenzione nei confronti di una questione cruciale. Sarà anche poco remunerativa («tra l’altro – dicono gli esercenti di piazza Moro – con la riorganizzazione di Ferrovie dello Stato e l’acquisizione da parte di privati del ramo retail, a potersi permettere di essere all’interno della stazione sono soltanto i grandi marchi»), ma è sicuramente una di quelle imprese per le quali vale la pena ridimensionare il mero interesse economico.

«Alla luce della riqualificazione dell’intera struttura della stazione centrale – ha dichiarato il sindaco Antonio Decaro – crediamo che potranno nascere nuovi interessi da parte di soggetti privati per riavviare l’attività dell’edicola che potrà beneficiare di un flusso maggiore e ben organizzato. Per quanto sarà di mia competenza cercherò di convogliare in quella sede eventuali operatori economici che si mostreranno interessati». Ma ciò non basterà senza la volontà di Grandi Stazioni Retail, che sta lavorando ad accordi per la gestione delle aree destinate al commercio del nuovo edificio di via Capruzzi, attualmente in costruzione e pronto entro la prossima estate. Prevedere un corner per la vendita di giornali e libri è quasi un dovere per chi ha in mano la vendita al dettaglio nelle grandi stazioni del nostro Paese.