Bari, ecco dove e perchè si fa shopping: indagine in tre quartieri. «Servono più servizi»


Il centro si conferma il luogo più attrattivo dove fare acquisti, ma il punto debole restano i parcheggi. È questa in estremissima sintesi quanto emerge dall’indagine realizzata dall’Istituto Troisi per conto di Confcommercio Bari Bat per comprendere come è valutata l’attuale offerta commerciale in città. «Sicuramente non era necessario pagare un istituto di ricerche per un risultato che già si conosce da tempo – chiosa con una battuta il presidente di Confcommercio Alessandro Ambrosi – ma i dati di questa ricerca scavano molto più a fondo, mettendo in evidenza abitudini e sistemi di acquisto che ci devono far riflettere e rappresentano una base per le future strategie da assumere».

L’Istituto Troisi ha svolto nella settimana tra il 6 e il 12 maggio 2019 mille interviste faccia a faccia con altrettanti utenti suddivisi tra 635 residenti e 365 di fuori città, il focus è stato centrato su tre quartieri: il Murattiano, Carrassi San Pasquale, il Libertà per indagare le modalità di acquisto.

«Quello che è emerso – hanno spiegato i ricercatori Andrea Troisi e Silvia Gravili – è una netta differenza tra quartieri. Nel Murattiano è molto forte la tradizione dello shopping anche perché si riesce a unire l’offerta commerciale con lo svago. Il centro è preferito dal 77,2% dei baresi e dal 44,7% dei non baresi. La preferenza si sposta verso Carrassi San Pasquale per la maggiore facilità nel trovare parcheggio (la motivazione funzionale raggiunge il 35,4%; il 23,5 per la migliore mobilità urbana). Differente chi compra al Libertà: la scelta è nel 50% dei casi fatta per abitudine. A pesare la reputazione poco attrattiva del quartiere, chi lo frequenta è solo perché già lo vive»

«È evidente che i tre quartieri si differenziano come tipologie di acquirenti che li usano per i loro acquisti – sottolineano i ricercatori –. Carrassi San pasquale ha una identità preferita dai più giovani (anche per la presenza del Politecnico e dei tanti studenti che ci abitano, ndr.); il Libertà avrebbe necessità di interventi mirati che migliorino la percezione di attuale insicurezza, mentre il centro Murattiano soffre per la mancanza di parcheggi, pur riconoscendo la migliore offerta commerciale (14,3% a fronte del 6,9% degli altri quartieri)».

«La nostra indagine è stata di due tipi – sottolinea Andrea Troisi – quantitativa sulle mille interviste fatte raccogliendo anche le opinioni di quanti arrivavano o partivano dall’aeroporto cittadino nella settimana di festeggiamenti per San Nicola e qualitativa con interviste ai diretti commercianti».

E qui è tutta un’altra musica. «Gli operatori del settore chiedono a gran voce servizi di supporto alla pubblica amministrazione – spiega Silvia Gravili -, più accessibilità e migliore mobilità, unendosi ai loro clienti. Sicuramente sentono molto il senso di appartenenza al loro quartiere e molto forte la voglia di farlo insieme. Si dicono pronti a superare gli ostacoli per far vedere il quartiere nella migliore luce possibile e riuscire a far respirare lo spirito identitario. Vogliono poter ripartire per non disperdere il patrimonio della città, rivitalizzando l’offerta commerciale adeguandola al nuovo modo di pensare e agire dei consumatori». [R. S.]

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