Debutta l’ibrido di Subaru: Forester e-Boxer


di Giacomo Polverigiani

E’ una rivoluzione sottopelle quella che la casa delle Pleiadi ha messo in atto realizzando la nuova Forester e-Boxer.

L’adozione dell’ibrido è la vera novità che porta in dote questo suv e rappresenta un cambio di strategia evidente che deluderà forse gli amanti delle vetture bi-fuel sulle quali Subaru ha sempre puntato molto.

Disponibile in Italia da dicembre 2019, la e-Forester allinea il marchio alla maggioranza dei competitor che vedono nel connubio tra elettrico e termico la soluzione per una mobilità più sostenibile. E non poteva essere altrimenti essendo Subaru entrata a far parte del gruppo Toyota che l’ibrido lo ha inventato circa quindici anni fa ma il salto, giurano i manager, è stato fatto preservando le caratteristiche fondamentali che hanno reso famoso il brand.

Anzitutto rimangono al centro del progetto il famoso boxer a 4 cilindri 2 litri aspirato da 150 cavalli a 6000 giri alleggerito in alcune componenti e dotato di iniezione diretta oltre alla trazione integrale Symmetrical AWD, in linea d’asse con il propulsore, per distribuire al meglio i pesi. Alla premiata coppia è stato aggiunto un motore elettrico sincrono da 16,7 cavalli posto all’interno della scatola del cambio Lineartronic a variazione continua e assistito da una batteria al litio da 13,5 kWh posizionata al posto della ruota di scorta.

Parliamo quindi di un’ibridazione leggera che non incide in maniera apprezzabile sulle prestazioni tranquille della Forester e consente di viaggiare con il motore a benzina spento per al massimo due chilometri soltanto al verificarsi di determinate condizioni legate alla velocità e alla riserva di carica. Ma il bello è che tutto il sistema, pesante appena 110 chilogrammi, non grava minimamente sull’assetto della vettura che mantiene intatte le sue innate doti di precisione che si traducono in una guida sempre appagante soprattutto quando la strada si arriccia.

L’effetto dell’ibrido sulla fluidità e sulla qualità di marcia è comunque più marcato quando si lascia l’asfalto dato che alle bassissime velocità cui si affrontano certi passaggi la componente elettrica garantisce quel livello minimo di coppia costante utile ad evitare strappi e sobbalzi. Questa caratteristica contribuisce a fare della Forester uno dei pochissimi suv capaci di affrontare senza patemi percorsi mediamente impegnativi e a muoversi in scioltezza tra fango e pietre.Per quanto riguarda i consumi la casa dichiara che in ambito urbano, quando la frenata rigenerativa è più sollecitata, la Forester e-Boxer consuma il 10 per cento in meno rispetto alla precedente versione alimentata a benzina.

Le novità comunque non riguardano soltanto la tecnologia di propulsione e la nuova nata, pur rimanendo molto simile alla precedente, si differenzia per alcuni dettagli estetici come le diverse prese d’aria laterali, i passaruota più squadrati ed i gruppi ottici posteriori dal design rivisto. Quasi immutate le dimensioni esterne ma ben trenta millimetri in più per le gambe dei passeggeri e prezzi a partire da 35 mila euro

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