Il calcio europeo corre e fa utili, ma aumentano le diseguaglianze fra i club



il report uefa

Nel 2018 i ricavi dei club europei sono aumentati da 20 miliardi di euro a 21 miliardi (con 140 milioni di utili), ma continuano a concentrarsi nei primi 5 tornei

di Marco Bellinazzo

A destra, Ruud Vormer del Brugge KV e Luca Modric del Real Madrid (Afp)

4′ di lettura

Il calcio europeo gode di buona salute. I ricavi continuano a crescere e, dopo il varo del fair play finanziario, per il secondo anno consecutivo produce anche utili. Certo, le differenze fra le Leghe top e le altre, e all’interno delle prime, tra i club più blasonati e gli altri, si stanno progressivamente accentuando. È in sintesi ciò che evidenzia l’undicesima edizione dell’ European Club Footballing Landscape , l’annuale rapporto comparativo sulle licenze per club, pubblicato dalla Uefa.

Inversione di rotta Dalle 132 pagine, ricche di dati e tabelle relative all’anno finanziario 2018, emerge come i club delle massime divisioni europee abbiano invertito la rotta rispetto ai 5 miliardi di euro di perdite registrati in soli tre anni all’inizio dello scorso decennio, prima dell’introduzione del fair play finanziario. «Con il miglioramento delle performance finanziarie, l’attuale posizione dei club è notevolmente più sana, con un attivo netto che è passato da meno di 2 miliardi di euro a oltre 9 miliardi di euro nell’arco di un decennio – sottolinea il presidente Uefa Aleksander Čeferin -. Questo rispecchia il successo del fair play finanziario, la stabilità dell’ecosistema calcistico europeo e gli investimenti duraturi e importanti». Nel 2017 era stato registrato per la prima volta un utile aggregato di 600 milioni di euro in tutte le Serie A europee (700 club). Nel 2018 i profitti sono stati di 140 milioni.

Vent’anni di crescita Il report offre come sempre una panoramica sul calcio europeo e per la prima volta include un profilo del calcio femminile a livello nazionale e i risultati iniziali di un vasto studio sui centri tecnici di oltre 900 club. Queste parti integrano i capitoli su proprietà dei club, infrastrutture/stadi, tifosi, sponsor, campionati e coppe nazionali, oltre alle consuete analisi finanziarie dettagliate. Il rapporto evidenzia come la stabilità dell’ecosistema calcistico europeo, favorita da norme oculate, abbia portato a 20 anni consecutivi di crescita dei ricavi. In effetti, nel 2018 i ricavi dei club dei maggiori campionati europei sono aumentati complessivamente da 20 miliardi di euro a 21 miliardi.

I Big Five Tuttavia, il documento evidenzia che i ricavi continuano a concentrarsi, con una quota generata dai primi cinque campionati (i cosiddetti “big five”) che raggiunge un record del 75%. Il rapporto preliminare del 2019 indica che, per la prima volta, le prime 30 squadre genereranno oltre metà dei ricavi di tutti i club di massima divisione. D’altro canto, la spesa salariale dei 98 club dei primi cinque campionati è aumentata di oltre 1 miliardo di euro (coprendo l’88% dell’intera crescita salariale). Questi club hanno registrato complessivamente l’85% delle spese lorde per i trasferimenti e il 75% dei guadagni per trasferimenti nelle massime divisioni. Ad ogni modo la Premier League ha un fatturato totale di 5,4 miliardi di euro (con 3,6 miliardi di introiti tv) , mentre la Bundesliga è a quota 3,3, la Spagna si ferma a 3,15 e l’Italia a 2,31.

I rischi di polarizzazione «Il report evidenzia diversi pericoli per la stabilità e il successo duraturi del calcio europeo – aggiunge Čeferin – Tra questi, il rischio di una polarizzazione dei ricavi alimentata dalla globalizzazione, di un panorama mediatico frammentario e di una sovradipendenza dalle entrate per trasferimenti. Il rapporto dimostra anche che il calcio europeo per club è forte, unito e resiliente; sono certo che può superare e che supererà queste e altre sfide, così come nel recente passato è riuscito a invertire le perdite in caduta libera».

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