Perugia, inizia l’era di Raffaele Cantone – Corriere dell’Umbria



Francesca Marruco

30 giugno 2020

Una passante gli si avvicina mentre varca la soglia del tribunale per il giuramento e dice: “Benvenuto Procuratore Cantone”. Basterebbe questo per capire che il neo capo della Procura della di Perugia non è uno come gli altri. Il peso per il ruolo di presidenza all’Anac fanno di lui una personalità nota anche ai non addetti ai lavori. Con un formidabile carisma e un’innegabile autorevolezza. Raffaele Cantone è arrivato ieri mattina poco prima delle dieci nell’ufficio della Procura di Perugia in via Fiorenzo di Lorenzo e poi, circa un’ora dopo ha giurato dinanzi alla presidente del Tribunale, Mariella Roberti. Ad attenderlo tv nazionali, giornalisti locali e curiosi. L’auto con cui viaggia con la scorta ( gli è stata assegnata 17 anni fa), preceduta da una vettura della finanza, è arrivata in piazza Matteotti alle 11. Scortato a piedi da un imponente cordone di forze dell’ordine, non si è sottratto a qualche dichiarazione: “Ci tenevo solo a dire che sono particolarmente onorato di questa occasione che mi ha dato il Consiglio Superiore. Ci metterò tutto l’impegno e l’energia nei prossimi quattro anni”, dice. E dell’inchiesta su Luca Palamara, di cui ai microfoni parla malvolentieri, osserva:” Io credo che sia riduttivo pensare che una Procura della Repubblica si debba occupare solo di un’inchiesta, una Procura che ha competenza distrettuale e grandi potenzialità”. Riguardo le intercettazioni in cui lui stesso è tirato in ballo, quando Palamara osteggiava la sua elezione a Perugia, dichiara: “Non voglio parlarne”. Dribbla anche le domande relative alla sua, non certo facile, elezione, che ha spaccato il Csm. “Le polemiche – sostiene – ormai sono alle spalle, io farò il Procuratore nell’interesse pubblico che è quello che interessa alla giustizia, io arrivo qui con lo spirito di chi vuole fare il suo lavoro”. Il neo Procuratore capo invece difende la magistratura dall’immagine che ne è emersa dopo lo scandalo innescato proprio dall’inchiesta perugina: “Io credo che sia un’immagine anche falsata perché la parte migliore della magistratura deve avere la possibilità di dimostrare che c’è una magistratura che lavora, che opera nel quotidiano e che ovviamente queste sono vicende patologiche, che tali devono essere considerate”. Meno di mezz’ora dopo, accompagnato dal Procuratore aggiunto di Perugia, Giuseppe Petrazzini, che ha retto l’ufficio fino al suo arrivo, e dall’ex Procuratore generale, Fausto Cardella, esce dal tribunale civile, dove il giuramento si è tenuto in forma ristretta a causa delle limitazioni Covid, attraversa la piazza e sale in Corte d’Appello. Poche decine di minuti dopo risale in macchina e torna in Procura. Nel pomeriggio poi il primo vertice con i sostituti della sua squadra. E’ iniziata l’era Cantone.