“Quantità letale di metadone” – Corriere dell’Umbria



Le autopsie all’istituto di medicina legale di Perugia. Resta in carcere Aldo Maria Romboli, 41 anni, che avrebbe venduto la droga

Saranno le autopsie a chiarire, col riscontro dell’evidenza scientifica, le cause della morte dei due ragazzi ternani di 15 e 16 anni, stroncati, con ogni probabilità, da una dose letale di metadone spacciato dal 41enne ternano Aldo Maria Romboli, ora in carcere.

Ad occuparsi degli esami i medici legali Massimo Lancia e Paola Melai, quest’ultima responsabile del laboratorio di tossicologia forense dell’istituto di medicina legale di Perugia. Verranno eseguiti prelievi dei liquidi e degli organi, per consentire al tossicologo – la dottoressa Melai – di analizzare l’eventuale presenza e distribuzione di sostanze tossiche nei corpi dei due ragazzi. La stima per avere risultati certi, in ordine alle cause del decesso dei due giovani, è che occorrano fra le due e le tre settimane.

Al termine dell’esame autoptico, in assenza di ulteriori necessità da parte degli inquirenti, le salme verranno restituite ai familiari per il successivo rito funebre che dovrebbe celebrarsi lunedì 13 luglio 2020 nella cattedrale di Terni, anche se la data è da confermare. N

ella sua ordinanza con cui ha convalidato il fermo di Romboli, applicando la custodia cautelare in carcere, il gip di Terni Barbara Di Giovannantonio ha intanto già fornito una prima lettura delle cause del decesso, sulla base degli elementi di indagine finiti alla sua attenzione: “L’effetto letale del metadone – scrive il giudice – è conseguenza dell’alta concentrazione della sostanza. Il metadone che spesso viene utilizzato dai tossicodipendenti, può infatti avere una potenzialità letale se assunto da soggetti privi di tolleranza agli oppioidi. Quindi in soggetti non tossicodipendenti, l’efficacia della sostanza è tale che anche una minima quantità può determinare il decesso. Flavio e Gianluca erano ragazzi di appena 16 e 15 anni e non tossicodipendenti, per cui anche l’assunzione di una bassa concentrazione di metadone diventava per loro potenzialmente letale”.

Perché proprio il metadone? In realtà è stato lo stesso Romboli, di fronte ai carabinieri ed allo stesso gip, ad ammettere la cessione della sostanza ai due ragazzi, nella prima serata di lunedì nei pressi del ‘campetto’ del quartiere di San Giovanni, in cambio di 15 euro. Il 41enne, assistito dall’avvocato Massimo Carignani, ha infatti dichiarato di aver consegnato loro una bottiglia di sciroppo piena a metà di metadone, poi diluito con acqua, e di averlo consumato insieme a Flavio e Gianluca. Solo l’inizio della tragedia in cui due famiglie e Terni sarebbero piombati da lì a poche ore.