Cessione Coop in Sicilia, trapela segreto che lascia lavoratori nello sconforto


Aver appreso la notizia della cessione da altre fonti non è piaciuto all’Rsa della Filcams Cgil

PALERMO – Della cessione del ramo d’azienda di Coop in Sicilia i sindacati nazionali del settore commercio ne avevano discusso poco tempo fa in una riunione blindata. Un boccone amaro che doveva essere poi comunicato ai circa mille lavoratori delle sedi degli ipermercati di Palermo, Catania, Milazzo e Ragusa, ma che – per via di una clausola di riservatezza sulla trattativa di acquisto, portata avanti da una cordata di imprenditori siciliani – sarebbe, per altre ore, rimasta una storia celata, in attesa anche della proposta di acquisto ufficiale, arrivata soltanto oggi.

Il segreto, però, è trapelato, lasciando nello sconforto i lavoratori, che, «fino a qualche mese fa – dice Marianna Flauto, segretario generale della Uiltucs Sicilia – avevano avuto garanzie da Coop Alleanza che la Sicilia sarebbe entrata a pieno titolo nella contrattazione integrativa nazionale, e peraltro in presenza di un accordo che scadrà a settembre che aveva previsto, a fronte dell’impegno di Coop di investire nel territorio siciliano e di avviare un piano di rilancio dei punti vendita, sacrifici economici da parte dei lavoratori». Aver appreso la notizia della cessione da altre fonti non è piaciuto all’Rsa della Filcams Cgil. I lavoratori infatti hanno scritto al segretario generale della Cgil Maurizio Landini esprimendo il totale disappunto sulla singolare vicenda. «Siamo profondamente amareggiati e arrabbiati, in quanto rappresentanti dei lavoratori che quotidianamente mettono la faccia e l’impegno richiesto, nell’aver appreso la notizia da altre fonti, nonostante il tutto fosse già sulla bocca di molti da un paio di mesi – scrivono i lavoratori -. Lo sgomento e il dissenso sono notevoli. E’ inaccettabile che, sulla base dei valori per cui un sindacato nasce, non sia stato comunicato agli Rsa l’esistenza di questa trattativa. Con questo atteggiamento non ci siamo sentiti né tutelati né supportati».

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