Addio a Peppino Caldarola, dirigente Pci e direttore dell’Unità. Il cordoglio di Decaro ed Emiliano


BARI –  E’ morto al Policlinico Umberto I di Roma, dopo una breve malattia, a 74 anni, Peppino Caldarola. Dirigente del Partito Comunista a Bari, poi deputato per due legislature del Gruppo L’Ulivo. Giornalista, è stato vice-direttore di Rinascita, fondatore e primo direttore di Italiaradio. Dopo lo scioglimento del Pci ha aderito al Partito Democratico della Sinistra e, successivamente, ai Democratici di Sinistra. Dal 1996 al 1998 e dal 1999 al 2000 è stato direttore dell’Unità. 

IL CORDOGLIO DI DECARO – Il sindaco di Bari, Antonio Decaro, esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Peppino Caldarola. «Oggi la nostra città – dice – perde un illustre concittadino, Peppino Caldarola, veterano del giornalismo politico italiano, direttore dell’Unità, vice-direttore di Rinascita e fondatore di Italiaradio, parlamentare e militante coerente e appassionato». «Proprio da Bari, sua città natale, mosse i primi passi sia nella professione sia nella sua intensa attività politica. Giovane redattore in quella straordinaria fucina di talenti che è stata la Casa editrice Laterza, Peppino – ricorda Decaro – diventò dirigente e segretario del Partito Comunista italiano della città di Bari nel periodo doloroso della contrapposizione ideologica e degli anni di piombo. Nonostante i suoi impegni professionali e politici l’avessero allontanato da Bari, Peppino Caldarola ha continuato a mantenere con la nostra città un legame intenso e affettuoso. Intellettuale eclettico, lo ricorderemo sempre per la sua straordinaria capacità di esprimere punti di vista colti, informati ed originali. Alla sua famiglia e ai suoi amici giunga l’abbraccio del sindaco e di tutti i baresi». 

IL RICORDO DI EMILIANO – «Siamo stati sempre dalla stessa parte: quella della sinistra pugliese, italiana ed europea. Peppino Caldarola ci mancherà. Mancheranno le sue idee, il suo sguardo sui nostri tempi, il suo impegno». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, dopo aver appreso della scomparsa di Peppino Caldarola. 

LE PAROLE DI LOIZZO –  «’Non scriverò più di politicà aveva detto Peppino due anni fa, non si riconosceva in una politica senza politica, gestita «da energumeni”: diceva di non essere capace di scrivere ‘usando il loro stesso linguaggiò. Era un uomo libero e lucido di pensiero, non mandava il cervello all’ammasso. Per tornare ad esprimersi, attendeva un tempo nuovo, nel quale le vecchie e le nuove generazioni sapessero ritrovarsi insieme, avere una visione comune, un progetto di società». Così il presidente del Consiglio regionale pugliese, Mario Loizzo, ricorda Peppino Caldarola. «Da politico fuori del coro – spiega Loizzo – aveva sempre compreso l’Italia e gli Italiani e non nascondeva il disagio per una società incattivita, egoista, priva di valori, lontana dall’etica della partecipazione e della condivisione, qual era quella che si mostrava ai suoi occhi. Da uomo di cultura e giornalista (per due volte direttore dell’Unità, vicedirettore di Rinascita, fondatore di Italiaradio), soffriva la cattiva deriva dei tempi. Non poter più essere, con la Sinistra italiana, a difesa «strenua dell’Italia che stava male e dell’Italia che voleva progredire», lo aveva convinto ad occuparsi di politica solo come cittadino, pronto a tornare in prima linea in ogni momento in cui avrebbe ‘avvertito un pericolo democratico». Peppino era questo, uno straordinario interprete della società, della storia e dei tempi. Lo è sempre stato. Ci mancherà’».