Canapa indiana made in Bari: se lo sballo diventa fai da te


BARI – Canne a chilometro zero, il nuovo business dello spaccio si chiama cannabis indica, canapa indiana e viene «fatta in casa». Gli agenti della Polfer ed i carabinieri, in due distinte operazione hanno intercettato due neofiti di questa svolta green all’insegna del prodotto artigianale. Gli agenti della Polizia ferroviaria hanno fermato nella stazione centrale una giovane appena maggiorenne che aveva indosso 7 grammi di marijuna, nascosti in due diversi pacchetti, il primo di sigarette, il secondo di caramelle. Un quantitativo minimo ma che aveva la caratteristica di essere un prodotto «fatto in casa». L’odore intenso della sostanza, seppure coperto dalla fragranza del tabacco e dell’aroma delle caramelle, non è sfuggito al fiuto di Faro, il cane antidroga. La ragazza, residente nella provincia e con precedenti per uso personale di sostanza stupefacente, è stato multato e segnalato al prefetto, mentre la droga sequestrata.

È invece finito in manette per iniziativa dei carabinieri della Stazione di Bitritto un uomo di 38 anni che nella sua abitazione custodiva 20 grammi di marijuana, pronta per essere immessa sul mercato, una pianta di cannabis con fusto alto 1 metro e mezzo, e materiale idoneo al confezionamento. Stiamo assistendo ad un vero e proprio boom della marijuana a chilometro zero. La coltivazione della droga leggera «made in Bari» (e provincia) sta lentamente prendendo piede, confortata dai numeri: un giovane su cinque (età compresa tra i 15 ed i 20 anni) oggi si sollazza con la marijuana.Piante di canapa indiana spuntano un po’ ovunque. Si tratta di una conversione «eco», ambientalista, che sta spostando il business dal narcotraffico transnazionale alla logica del casereccio, che costa meno ed è più «sano». L’odore pungente e dolciastro della marijuana riempie le piccole serre attrezzate in una stanza tra le pareti domestiche, sui balconi, nei giardini, negli scantinati.

La nuova «canapa barese» fai da te tira, dunque, ma il mercato è ancora lontano dall’autosufficienza. C’è poi da fare i conti con la «qualità». L’erba coltivata tra le pareti domestiche o nell’orto raggiunge una percentuale di principio attivo, il Thc, che non supera il 4 per cento. Lo skunk, invece, importato dall’Olanda può vantare addirittura un 16 per cento. Non c’è confronto. Ma ottenere artigianalmente della buona marijuana è facile e anche economico. I semi li compri on line, il materiale per la serra (lampade termiche, strumenti per l’irrigazione e l’essiccamento delle foglie) si trovano dal ferramenta sotto casa e con un modesto investimento si è pronti a cominciare. Nelle liste dei narcos «de no’ altri» si incontra un po’ di tutto: tossicodipendenti, studenti universitari, disoccupati, ma anche pensionati, ex carcerati e minorenni con poca pecunia nelle tasche. Per i ragazzi la marijuana è fumo, sballo, eccitazione, sfida, tutto meno che una droga.

Al dettaglio, un grammo di marijuana viene venduto tra gli 8 e i 10 euro. Una pianta, ben «pasciuta», riesce a crescere fino a tre metri e può produrre tre etti di infiorescenza, fruttando 3mila euro. Dopo anni di massicce campagne antimarijuana a colpi di spot, i dati della relazione del Dipartimento antidroga che guardano al fenomeno a Bari come nel resto d’Italia non sono confortanti. C’è un aumento del 2% che vale doppio in tempo di crisi.