Premier League, il Regno Unito rafforza l’azione anti-pirateria



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Dal Regno Unito un importante passo in avanti nella lotta alla pirateria audiovisiva nel Paese: arriva il «Superblock»

di Andrea Biondi

Dal Regno Unito un importante passo in avanti nella lotta alla pirateria audiovisiva nel Paese: arriva il «Superblock»

2′ di lettura

Due notizie dal Regno Unito segnano un importante passo in avanti nella lotta alla pirateria audiovisiva nel Paese. La prima: la High Court inglese ha dato alla Premier League poteri aggiuntivi per la lotta alla pirateria audiovisiva. La seconda: la polizia per la prima volta è intervenuta nei confronti degli utilizzatori finali dei servizi di streaming pirata.

Con la partenza dei campionati di calcio, torna di grande attualità il problema dello streaming pirata che dappertutto ormai ha assunto dimensioni preoccupanti. Un esempio di azione forte di contrasto arriva dall’Inghilterra però con la High Court inglese che ha dato alla Premier League poteri aggiuntivi per la lotta alla pirateria audiovisiva in concomitanza con l’avvio della nuova stagione.

Il SuperBlock

Nello specifico, con il «Superblock» concesso alla Premier League gli Isp (Internet service providers) saranno obbligati a bloccare i server che ospitano stream illegali non appena saranno identificati dalla squadra antipirateria della Premier League. Simili ordinanze sono in vigore dal 2017, ma Kevin Plumb, direttore dei servizi legali della Premier League, ha affermato che le ultime misure «non sono un semplice rinnovo di precedenti ordini di blocco, che erano già strumenti antipirateria molto efficaci, ma un sistema potenziato che ci consentirà di bloccare più stream che mai».

Azione sui consumatori

Sempre in Uk poi la polizia per la prima volta è intervenuta nei confronti degli utilizzatori finali dei servizi di streaming pirata. Lo ha reso noto Fact, la principale organizzazione di protezione della proprietà intellettuale nel Regno Unito, con un comunicato stampa. In migliaia sono stati richiamati all’ordine dalla polizia delle contee di Norfolk e Suffolk che ha varato un provvedimento senza precedenti recapitando notifiche a migliaia di consumatori ritenuti responsabili di aver fruito di un servizio di streaming TV illegale. La notifica di avvertimento emessa dalla Direzione Cyber, Intelligence and Serious Organized Crime della polizia delle contee di Norfolk e Suffolk è stata inviata agli abbonati del servizio GE Hosting e precisa che la sottoscrizione di abbonamenti a tali servizi costituisce un reato punibile con una pena massima di 5 anni di reclusione e/o una multa e di conseguenza stabilisce dei precedenti penali per i trasgressori.

I poteri di polizia estesi

La notifica di avvertimento, la prima del genere ad essere emessa nei confronti di consumatori di servizi di streaming illegali, chiarisce inoltre che la polizia continuerà a monitorare la condotta degli abbonati e che, nel caso in cui i destinatari ignorassero l’ordine di cessare lo streaming illegale, questi sarebbero passibili di ulteriori indagini e persino di procedimenti giudiziari. La polizia avrebbe ottenuto l’elenco degli abbonati al servizio dopo aver eseguito un mandato all’inizio di quest’anno. Il 30 giugno gli agenti hanno arrestato un uomo coinvolto in una sospetta attività di streaming illegale di canali TV a pagamento e altro materiale protetto da copyright. Il servizio sarebbe stato distribuito a decine di migliaia di clienti prima di essere chiuso dagli agenti.